Le cascine di San Polo

Prima della costruzione del quartiere nel 1981, oltre al piccolo borgo di San Polo storico, c’erano solo alcune case lungo la via che porta a Mantova. Per il resto campi punteggiati da cascine, alcune riunite in piccoli agglomerati, e qualche chiesetta.

mappa del 1931 con denominazione dei borghi e delle cascine
La strada che dalla Volta portava alla strada per Mantova

Le proprietà agricole

Questa cartina riporta la suddivisione delle proprietà nella zona a ovest di Via Mantova, prima della costruzione del nuovo quartiere. In secondo piano c’è, sbiadito, il disegno delle nuove costruzioni

Leggendo libri e documenti, vengono citate varie cascine:

  • La cascina Aurora (Via Raffaello)
  • La cascina Maggia (Via Maggia)
  • La cascina Riscatto (Via Tiziano)
  • La cascina Lazzarino
  • La cascina Bersini
  • Cascina Massardotti
  • La cascina Breda Rossini (Via Romiglia)
  • La Colombera
  • Le Cascine Gerolotto (Bacchetti, Gregorelli, Medeghini)
  • La Fusera (cascinale Zubani)
  • Cascina Sandrini
  • Cascina Medeghini (già del notaio Averoldi)
  • Le Cascine Cadizzoni (cà de Zoni) (cascina Orizio, cascina Cavalleri)
  • Corte Manfredi (ex Cascina Bianchina?)
  • cascina Manfredi
  • Cascina Rosa (via Bissolati 60)
  • Cascina Nassa
  • Cascina Scagnel (Via San Polo) (vedi le chiesette)
  • Cascina Bredina (Via Michelangelo)
  • Cascina Bredina Vecchia e Cascina Bredina nuova (zona parco Ducos)
  • La Cascina Albrisa
  • El Mei – Cà di Emilio – Cà di Miglio (casa degli Emigli)
  • Cascina Salvalai
  • Le Case (con cascine Caraffini, Faini, Sandrini)
  • La Fabbrica (cascine Pagani, Colombini, e un altro cascinale)
  • cascina S. Antonio
  • cascina Fenarola
  • cascina Bora
  • cascina Bergognina
  • cascina Tirale
  • cascina Franzini (una persona fu picchiata dai fascisti)
  • la cascina dei “Zola” (al “borgo”)
  • Il grande cascinale Pagani-Bordiga-Consoli (al “borgo”)
  • il cascinale dei Bravo (al “borgo”)

E’ un pò complicato abbinare correttamente i nomi delle cascine con la loro localizzazione. Utilizzando Google maps, e guardando San Polo dal satellite, alcune sono ben visibili, altre nel tempo probabilmente sono andate distrutte o riconvertite.

1) Cascina Breda Rossini (vicino alla Poliambulanza)
2) Cascina Aurora (sede del Museo Dolci)
cascina Bredina, in fondo a Via MIchelangelo
3) Cascina Maggia , Via della Maggia
4) Cascina Riscatto, Via Tiziano
5) Cascina in Via Canneto, vicino al laghetto del Parco delle Cave
6) Cascine vicino al lago Fuserino
7) cascine in via Romiglia, vicino al parcheggio per i dipendenti della Poliambulanza
8) Due cascine vicino al Centro Margherita d’Este
9) cascina vicino allo svincolo per Brescia centro
10) cascina vicino a Via Lonati: dovrebbe essere il luogo , proprietà che fu dei Bucchieri e poi dei Sala , dove sono stati trovati dei reperti romani (vedi storia di San Polo)
11) tre cascine vicino al centro Margherita d’Este

12) Cascina Massardotti, zona questura, tra via San Polo e Via Brunelleschi

Nel 1986 il Comune di Brescia pubblicò un volume “S. Polo Quartiere di Brescia – Una verifica a 10 anni dal progetto” con un capitolo dedicato al riutilizzo degli edifici rurali.


“Nel quartiere di S. Polo si trovano numerosi fabbricati rurali, cascine di varie dimensioni e di diverso pregio architettonico-ambientale. La loro non alienazione fìsica rappresenta uno dei vincoli alla progettazione del parco così come è stato per quella del quartiere.
Infatti, nel programma attuativo del piano di zona era stata prevista l’acquisizione, oltre che delle aree anche degli immobili ricadenti all’interno del perimetro. Decaduta la loro originaria funzione, legata all’attività produttiva agricola, compresa la residenza dei conduttori, se ne era prevista una riutilizzazione a cui han fatto o faranno seguito le necessarie opere di restauro e/o ristrutturazione.
Per quanto riguarda la cascina Riscatto, una parte del complesso di notevole pregio architettonico è stata assegnata ad una cooperativa edilizia che vi ha ricavato 14 alloggi in corso di costruzione; l’altra parte, di dimensioni minori, sarà destinata a sede della VII circoscrizione (di cui fa parte anche il nuovo quartiere di S. Polo) o a centro socioculturale. Il progetto relativo a questa parte della cascina che è rimasta di proprietà dell’Amministrazione è già stato approvato e sono in corso le procedure per l’appalto dei lavori. (nota 2026: l’”altra parte” è stata destinata a Biblioteca di San Polo e al Centro aperto gestito dalla Associazione Amici della cascina Riscatto ODV”)
L’edificio della cascina Aurora, la prima ad essere utilizzata, è destinato a servizi pubblici e vi trovano sede: l’ufficio tecnico comunale preposto alla realizzazione del quartiere, una comunità educativa per ragazzi gestita dall’Amministrazione, una scuola per l’avviamento al lavoro artigianale promossa dalle ditte insediate nel piano di zona, le sedi di un partito e di un circolo ricreativo; inoltre sono stati ricavati due alloggi speciali, la sede provvisoria di un negozio alimentare e la sala riunioni per le assemblee condominiali del quartiere. (nota 2026: la cascina Aurora ospita la sede del Museo Dolci e una sala pubblica aperta a varie iniziative)
Il fabbricato della cascina Bredina, di notevole pregio architettonico e ambientale, è stato assegnato ad una cooperativa edilizia che vi ha ricavato 7 alloggi; i lavori di restauro sono iniziati recentemente. Al piano terra, i corpi di fabbrica accessori (barchesse e fienili), sono stati destinati ad un artigiano che vi insedierà il proprio laboratorio.
Attualmente la cascina Sant’Antonio è in parte occupata da una comunità educativa per giovani. In futuro, dovrebbe essere redatto un progetto che preveda anche l’inserimento di altre attività assistenziali, quali: un centro diurno e famiglia di sostegno per handicappati, una casa albergo per ospiti temporanei, servizi pubblici di quartiere (sede di gruppi di attività socio-culturali) e attrezzature pubbliche (per esempio la sede dell’ufficio del parco).
La cascina Albrisa è stata assegnata all’Ussl n. 41 che la utilizzerà per attività assistenziali e per il recupero di tossicodipendenti.
Al di fuori del piano di zona. l’Amministrazione comunale ha provveduto, a fronte di buone offerte, all’acquisizione di altri fabbricati rurali.
La cascina Maggia, ubicata all’interno della zona sportiva, è classificata dal piano regolatore come zona A/2 «nuclei antichi ed edifìci di interesse storico, artistico e ambientale». La cascina si presta ad ospitare attività connesse alle attrezzature sportive presenti nell’area come sede delle diverse società e/o all’attività generale di gestione degli impianti e delle manifestazioni con abbinati alcuni servizi tipo ristorante, bar, centro ricreativo, sala conferenze; oppure ad essere utilizzata come fabbricato espositivo di conservazione di beni ambientali e artistici da integrare ad attività di ricerca culturali e didattiche. (nota 2026: attualmente la Cascina Maggia è chiusa, in attesa di destinazione)
Le cascine Casotti e Bredina Vecchia sono edifici di modeste dimensioni e di nessun pregio, piuttosto degradati, ricadenti all’interno del perimetro del piano per gli insediamenti produttivi, di cui per ora è prevista la demolizione.
La cascina Bredina è un edifìcio dai volumi e dalle forme piuttosto graziose, posto nell’area destinata a verde pubblico a nord del piano per gli insediamenti produttivi. Potrà essere destinata a servizi pubblici ed essere ristrutturato contemporaneamente alle opere di sistemazione dell’area verde.
Infine, il Comune di Brescia era già proprietario della cascina Rosa; su tale edificio è stato eseguito un intervento di ristrutturazione che ha consentito di ricavare otto alloggi (finanziati dal terzo e quarto biennio della legge n. 457 del 1978) e al piano terra tre locali da destinare a servizi pubblici (adatti per la sede di gruppi e associazioni ricreative socio-culturali).
Per quanto riguarda le cascine ricadenti all’interno dell’area del parco urbano, si può di massima fin da ora prevedere quella che sarà la loro futura destinazione.
Alcune cascine potranno essere utilizzate come sede di gruppi operativi che si occuperanno della manutenzione del parco. A maggior ragione se dovesse essere creato un «Ente parco» (pubblico, oppure pubblico e privato) una o più cascine dovranno essere destinate a sede dello stesso.
Altri immobili potranno invece essere destinati a sede di gruppi associativi che si occupano di attività di ricerca, culturali e ricreative legate alla presenza del parco.
Infine alcune cascine poste ai margini dell’area destinata al parco potranno essere destinate a residenza e/o ad attività produttive terziarie, commerciali e artigianali, rimanendo di proprietà privata.

Puoi aiutarci a dare un nome e un indirizzo alle cascine di San Polo? Hai ricordi e/o immagini delle cascine ? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *