La Cascina Maggia

All’inizio dell’ omonima via , in una derivazione senza uscita, la grande cascina che era gestita dagli Scaroni con annessa una piccola chiesetta, e la cascina Salvalai .

Via Maggia, la strada senza uscita e la cascina Maggia. Sullo sfondo la torre di Via Tiziano, raggiungibile con un percorso pedonale e pista ciclabile (foto Giorgio Gregori 2026)

Poco più avanti, verso la Volta, vi erano “Le Squarie”, ossia il deposito del rifiuti urbani della ditta Ceresetti e Rossi, appaltatrice della raccolta rifiuti e pulitura delle strade per conto del Comune di Brescia. Nel deposito avveniva poi la suddivisione e lo smistamento dei materiali, (la plastica ancora non era in uso). Le “squarie” (rifiuti) venivano utilizzate come concime per i campi ed erano oggetto di ulteriore cernita da parte della popolazione, che vi rovistava alla ricerca di materiale riciclabile.

Il complesso della Cascina Maggia a Brescia è sorto probabilmente nel XIV secolo per volere dei Conti Maggi, storica famiglia bresciana, fungendo sia da residenza di villeggiatura che da azienda agricola.

La proprietà passò dalla famiglia Maggi alla Contessa Martinoni Caleppio, che poi la vendette al Comune di Brescia nell’anno XXXX. L’edificio è stato catalogato come Bene Culturale e dopo la ristrutturazione aveva l’ambizione di diventare un nodo chiave per la “cintura verde” urbana, includendo ostello, spazi di coworking e servizi sociali, spazio al servizio dei camper, un ristorante.

Il progetto è durato alcuni anni, attualmente è tutto chiuso in attesa di una nuova gestione e un nuovo progetto. 

La chiesetta presso la Cascina Maggia (foto Giorgio Gregori 2026)
Sul lato destro della chiesetta scorre una roggia. sullo sfondo si intravede la Cascina Salvalai. (foto Giorgio Gregori 2026)

La cascina Maggia vista da Google Earth

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Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

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