Tag: Giorgio Gregori

  • L’Alfa Acciai sulla stampa locale

    (work in progress)

    Hai ricordi e/o immagini dell’Alfa Acciai? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • l’Alfa Acciai

    (work in progress)

    Quando Alfa Acciai nasce, nel 1954, la periferia sud-est di Brescia è ancora un mosaico di campi, filari di gelsi e cascine. La città finisce molto prima, e oltre via San Polo si apre una campagna piatta, attraversata solo da qualche strada bianca e dalla grande linea elettrica che corre verso est. È proprio quella linea, con la sua promessa di energia, a convincere i fondatori a costruire lì un’acciaieria moderna, basata sui forni elettrici.

    All’inizio la fabbrica è un’isola industriale in mezzo al nulla, se non i piccoli agglomerati di San Polo storico, delle “case” e del “borgo”.

    I primi operai arrivano in bicicletta, e la sera, quando il forno si accende, il bagliore arancione si riflette sulle campagne come un fuoco lontano. All’epoca non esistevano particolari normative di tutela ambientale come quelle odierne, e quindi dei fumi, del rumore, delle scorie incandescenti pochi si accorgevano. Nessuno immaginava che, nel giro di vent’anni, attorno a quell’isola sarebbe nato uno dei quartieri più popolosi della città.

    Negli anni ’70, infatti, Brescia decide di crescere verso sud-est. Nasce il progetto del nuovo quartiere di San Polo, un quartiere moderno, con parchi, scuole, servizi, e una visione urbanistica che guarda al futuro. Le prime palazzine sorgono mentre l’acciaieria continua a espandersi: nuovi capannoni, nuovi laminatoi, nuovi piazzali. Fabbrica e quartiere crescono insieme.

    Con il passare degli anni, però, la distanza si accorcia. Le case arrivano sempre più vicino ai confini dello stabilimento. Di giorno, il rumore dei laminatoi si mescola al traffico di via San Polo, dell’autostrada, della tangenziale; di notte, la fabbrica continua a lavorare: il quartiere impara a riconoscere i suoni delle colate, il colpo secco della cesoia, il ronzio dei ventilatori, il passaggio dei camion che d’inverno stazionano per ore, con il motore acceso, in via San Polo in attesa del via libera per entrare in fabbrica.

    Negli anni ’90 e 2000, con l’aumento della sensibilità ambientale, la convivenza diventa più complessa. I cittadini si mobilitano e chiedono più silenzio, più aria pulita, più trasparenza. L’azienda deve rispondere con filtri più moderni, barriere antirumore, coperture dei parchi rottami, nuove strade di accesso. Ma la vicinanza resta un dato di fatto: un’acciaieria pesante nel cuore di un quartiere residenziale.

    Oggi Alfa Acciai è una delle realtà siderurgiche più importanti d’Europa, e San Polo è un quartiere vivo, popoloso, con una forte identità. La loro storia è fatta di tensioni, adattamenti, negoziazioni continue. Non è una storia semplice, ma è una storia profondamente bresciana: fatta di lavoro, trasformazioni, e di quella capacità tutta locale di convivere con l’industria senza smettere di chiedere qualità della vita.

    Al centro l a grande acciaieria vista da Google Earth (2026)

    Hai ricordi e/o immagini dell’Alfa Acciai? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • La Cascina Breda Rossini

    L’antico portone in Via Romiglia 6 (foto Giorgio Gregori 2026)

    da “Il Giornale di Brescia” del 20 marzo 2022

    Il seme è germogliato. Ed ha dato frutti preziosi, ed altri ne darà negli anni, garantendo il futuro ad un luogo di memoria. Del resto, un seme nella terra, per parafrasare il nome del progetto, è promessa di futuro. I primi, importanti, frutti del lavoro di riqualificazione agricola e di solidarietà sociale della Cascina Breda Rossini, in via Romiglia 6 a Brescia (dieci minuti a piedi dalla fermata metro Poliambulanza) si sono visti ieri, giornata di inaugurazione e di restituzione alla città di una realtà che sarà «luogo di cura della terra nel rispetto dei cicli e delle stagioni, cura delle persone e della loro sempre preziosa unicità, cura del lavoro per la dignità umana» come ha sottolineato Irene Marchina, presidente di Fondazione Casa di Dio, la onlus che si è messa in gioco, insieme alle istituzioni, per tradurre il suo importante patrimonio in una rete solidale di spazi condivisi.

    La cascina e il lascito

    Il fondo «Breda Rossini» in via Romiglia è composto da una cascina e da circa nove ettari di terreno agricolo. Fa parte del patrimonio della Fondazione Casa di Dio (solo quello rurale ammonta a quasi mille ettari ed è diffuso su oltre tredici comuni della nostra provincia) acquisito dall’Ipab Rossini e fu donata, con le relative pertinenze, nel 1836 al Pio Luogo Pericolanti da don Faustino Rossini, fondatore e direttore dell’Istituto femminile, per essere messa a reddito per la necessità dell’Istituto, scopo assolto nel 2012.

    Il progetto e i lavori

    Il complesso rurale, databile tra il XV e il XVIII secolo, si configura come una corte chiusa costituita da quattro corpi di fabbrica. Al suo interno, si conservano affreschi tardo quattrocenteschi di pregio e camini in marmo e pietra e, per questo, l’edificio è sottoposto a vincolo in quanto di interesse e storico-artistico. Si è reso dunque necessario procedere nel rispetto della struttura esistente. Dal 2015 è stato elaborato l’intervento tecnico preliminare dallo Studio Dabbeni Architetti di Brescia, sulla base del quale è stato indetto un bando, aggiudicato allo Studio Rizzinelli & Vezzoli Architetti associati di Brescia. Il progetto e l’esecuzione delle opere sono stati coordinati dall’arch. Pietro Balzani con il supporto dell’arch. Anna Maria Basso Bert della Soprintendenza di Brescia. I lavori sono stati aggiudicati e realizzati dall’impresa edile Spam di Artogne a partire dal luglio 2020.

    La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione

    • La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione
    • La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione
    • La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione
    • La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione
    • La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione
    • La cascina Breda Rossini dopo la riqualificazione

    Le destinazioni d’uso della Cascina sono di carattere agricolo, servizi per la disabilità e residenziale.

    La parte agricola è connessa all’agriturismo «Tenuta urbana» che sarà gestito dall’azienda agricola «Fattoria Paradello» di Rodengo Saiano con un contratto ventennale sottoscritto con la Fondazione Casa di Dio. L’azienda condurrà il Fondo e riqualificherà i terreni, gestirà un punto vendita di prodotti a chilometro zero. Per l’assegnazione, la Fondazione si è avvalsa della consulenza dei professori Gianni Scudo e Roberto Spigarolo che hanno operato in sinergia con Bioregione del Politecnico di Milano. Gli ampi spazi della corte chiusa sono destinati allo svolgimento di attività di tipo sociale aperte al territorio.

    Per la disabilità

    Nella Cascina sarà operativo a breve il Centro socio-educativo di Fobap-Anffas che si trasferirà dalla storica sede di via Divisione Acqui. Avrà a disposizione gli spazi di via Romiglia per trent’anni: ogni giorno il Centro accoglie una trentina di persone con disabilità intellettiva già in possesso di molte abilità. Gli educatori ne incentivano autonomia e competenze comunicative.

    Residenziale

    Alla «Breda Rossini» sono stati realizzati sei alloggi da affittare a canone calmierato, di cui uno già assegnato alla cooperativa «La Mongolfiera» per attivare un gruppo-appartamento per l’autonomia abitativa di disabili giovani-adulti con livelli di capacità sufficienti per sperimentarsi, con supporto adeguato, in una situazione di vita indipendente. Il pensiero va al «dopo di noi», quando queste persone non avranno più i genitori, ma anche all’ora e al diritto di progettare la propria vita e il proprio futuro.

    I costi

    L’investimento per la riqualificazione agricola e per la solidarietà sociale della «Breda Rossini» è stato di 2,6 milioni di euro. Un milione è stato il contributo di Fondazione Cariplo, a valere sul bando emblematico maggiore 2020. I rimanenti 1,6 milioni sono a carico della Fondazione Casa di Dio che ha sottoscritto un mutuo decennale di un milione di euro e il rimanente lo ha già finanziato con risorse proprie.

    da “Il Giornale di Brescia” del 20 marzo 2022

    Hai ricordi e/o immagini di questa cascina prima della ristrutturazione? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • La Corte Manfredi

    Si trova in Via San Polo 112.

    Hai ricordi e/o immagini di questa cascina prima della ristrutturazione? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • La Cascina Rosa

    si trova in Via Bissolati 60, di fronte alla Poliambulanza.

    Il Comune di Brescia è proprietario della cascina Rosa; su tale edificio è stato eseguito un intervento di ristrutturazione che ha consentito di ricavare otto alloggi (finanziati dal terzo e quarto biennio della legge n. 457 del 1978) e al piano terra tre locali da destinare a servizi pubblici (adatti per la sede di gruppi e associazioni ricreative socio-culturali).

    Cascina Rosa lato ovest (foto Giorgio Gregori 2026)
    Cascina Rosa lato nord (foto Giorgio Gregori 2026)
    La Cascina Rosa lato sud (fotografia Anna Compagnoni 2026)

    Hai ricordi e/o immagini di questa cascina prima della ristrutturazione? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori

  • Le Osterie di San Polo

    Questo elenco si trova nel volume di Primo Gaffurini “Come eravamo”, da pag 246 a pag 265 c’è la testimonianza di Graziano Drera relativa ad alcune storie delle “Case” con episodi di vita nelle osterie, in particolare quella di “Maria Canela”.

    • Osteria “de Paleta” poi del “Borgo” – al Borgo via Casotti
    • Osteria “La Gatta’ – al Borgo via Ponte
    • Osteria “Al Cavallino” – al Chioderolo
    • Osteria “Al Brentatore Vino Buono” inizio Via Ponte
    • Osteria de “Bonèt” -via S. Polo
    • Osteria de “Mòmi” – via S. Polo
    • Osteria “Dopolavoro Circolo Combattenti e Reduci” via S. Polo
    • Circolo ENAL – via S. Polo
    • Osteria ACLI – via S. Polo
    • Osteria “Da Pini” – Balera a S. Polo verso Brescia
    • “Licensì del Lino” – Gerole
    • Osteria da “Maria Canela”(ora “Trattoria del Gallo”) – Case
    • Osteria da “Presèi” – Case

    Quali di queste osterie sono ancora attive? Dove si trovavano queste antiche osterie?

    Hai ricordi e/o immagini delle osterie di San Polo?

    Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • Il quartiere di San Polo sulla stampa locale

    Gianpaolo Mantovani e Enzo Torri hanno messo a disposizione il loro archivio.

    L’archivio Mantovani riguarda la nascita del quartiere e copre il periodo dal 1974 al 1979

    L’archivio Torri è una raccolta di articoli dal 1998 al 2025

    Al momento, rimane scoperto il periodo che va dal 1983 al 1998, per il quale sarebbe necessaria una lunga ricerca d’archivio in emeroteca o presso gli archivi dei quotidiani locali.

    Per una migliore comprensione della rassegna stampa, è utile sapere che Brescia nel dopoguerra è stata amministrata da giunte “di centrosinistra”, tranne la parentesi di centro destra del sindaco Paroli dal 17 aprile 2008 al 12 giugno 2013.

    Hai una rassegna stampa del periodo mancante? Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori

  • Idee di recupero della torre Tintoretto

    Nel 2011 l’ordine degli ingegneri della Provincia di Brescia indisse un concorso di idee per il recupero della Torre Tintoretto. Le idee e i progetti furono tantissimi, anche molto fantasiosi, proponendo di realizzare abitazioni, strutture carcerarie, alloggi e campus per studenti, e altro, recuperando la torre oppure abbattendola per realizzare nuove strutture. Alleghiamo il libretto che ha raccolto i vari progetti.

    Il “progetto vincente” avente come capogruppo l’ing. Luca Peralta, proponeva una riqualificazione ispirata a una composizione futurista, con una piscina sul tetto, sale di lettura, campi da tennis, isolamento in canna palustre, climatizzazione a pompa di calore geotermica, impianto fotovoltaico su una intera facciata.

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • Il caso della demolizione della torre Tintoretto

    Pubblichiamo alcuni articoli che fanno il punto sulla complicata situazione di questa area. Altri articoli sono disponibili alla pagina https://www.amicicascinariscatto.com/archivio-torri/

    Giornale di Brescia 16 dicembre 2025

    Giornale di Brescia 21 febbraio 2025

    Hai ricordi e/o immagini della Torre Tintoretto?

    Scrivici a memoriasanpolo@gmail.com Grazie!

    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025