Tag: le torri di san Polo a Brescia

  • Il luogo di residenza come stigma – Il caso del quartiere San Polo a Brescia

     Università Ca’ Foscari – tesi di laurea di Paola Trapelli (2013-2014)

    Viene analizzato un caso di studio emblematico che insiste sul quartiere San Polo a Brescia, realizzato tra gli anni ’70 e ’80 per mano pubblica e che, secondo l’autore, ha fallito nell’intento di fungere da modello. Si trova infatti ad essere investito da un programma di riqualificazione urbana finanziato dalla Regione Lombardia nell’ambito dei Contratti di Quartiere 2, ideati con l’obiettivo di recuperare aree degradate dal punto di vista edilizio, urbanistico, ambientale, economico e sociale.

    Il “problema” è rappresentato da una delle cinque torri presenti in quartiere, la Tintoretto, patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che è stata demolita e i suoi abitanti sono stati trasferiti altrove, soprattutto nel limitrofo e nuovo quartiere di Sanpolino. La retorica utilizzata si richiama al mix sociale, ovvero alla volontà di far convivere forzatamente classi sociali diverse.

    Il lavoro di ricerca si sviluppa a partire dal progetto iniziale di realizzazione del quartiere, passando per la ricostruzione storica della vita del quartiere, ponendo particolare attenzione alle torri e alla costruzione del problema “San Polo” nei discorsi e nell’opinione pubblici. Dopodiché ci si occuperà dell’analisi della gestione pubblica del territorio, attraverso la presentazione degli intenti e degli strumenti utilizzati, nonché dei paradossi della loro reale applicazione, attraverso la descrizione della situazione abitativa attuale nei due contesti urbani interessati dall’analisi.

    La metodologia utilizzata è stata l’osservazione etnografica attraverso la ricerca sul campo, supportata da interviste ad abitanti e rappresentanti delle istituzioni.

    Il lavoro è liberamente scaricabile dal sito https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/4931?mode=simple

    oppure da qui

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    Coltiviamo la memoria è un progetto ©Giorgio Gregori 2025

  • Le cinque torri, il “bronx”, le demolizioni e le ricostruzioni

    (work in progress)

    Il quartiere di San Polo presenta tre tipologie di abitazioni: le villette a schiera, le case “a spina”, le 5 torri (oggi ne sono rimaste 4).

    Le 5 torri (Tiziano (condominio privato, cosiddetta “delle Poste” perché molti appartamenti erano stati destinati ai dipendenti delle Poste Italiane), Raffaello (di proprietà ALER), Michelangelo (proprietà ALER) , Tintoretto (ex di proprietà ALER), Cimabue (di proprietà del Comune) hanno conformazione simile ma storie diverse. Ognuna di esse si affaccia su un vasto parco.

    La convivenza in alcune torri è stata difficile sin dall’inizio, come spiegato nella tesi di laurea di Paola Trapelli .

    Il caso più emblematico è stata la vicenda della torre Tintoretto,
    sorta fra il 1984 e il 1987 e abbattuta meno di 40 anni più tardi coi suoi 18 piani e 195 alloggi, con il progetto di essere sostituita da nuove abitazioni. Un progetto che però ha incontrato molte difficoltà e che ancora aspetta una soluzione.

    Se nelle altre torri col tempo molti problemi sono stati risolti, restano ancora varie situazioni critiche, in particolare alla torre Cimabue.


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